Il Ministero della Cultura ha pubblicato il 16 giugno 2026 il bando per il Fondo destinato all’apertura di nuove librerie sul territorio nazionale da parte di giovani fino a trentacinque anni di età (decreto della Direttrice generale Biblioteche e istituti culturali rep. 585 del 15 giugno 2026, attuativo del DM 383 del 27 ottobre 2025).
È un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, con una dotazione complessiva di 4 milioni di euro.
Le domande si presentano via PEC dalle ore 15.00 del 15 giugno alle ore 15.00 del 13 settembre 2026 (fonte: Ministero della Cultura).
A chi si rivolge
Il bando si rivolge alle persone fisiche, titolari o legali rappresentanti, che gestiscono o vogliono aprire una libreria indipendente o affiliata, purché non appartenente a catene o gruppi editoriali o imprenditoriali.
Attenzione al requisito anagrafico: non bisogna aver compiuto trentacinque anni alla data del 28 dicembre 2024.
Servono inoltre i consueti requisiti di onorabilità: assenza di condanne per reati contro la pubblica amministrazione, nessuna procedura concorsuale in corso, nessun illecito professionale grave. È un sostegno pensato per chi fa impresa culturale di prossimità.
Le due quote: comprendere bene dove ci si colloca
La dotazione di 4 milioni è divisa in due quote.
- Quota riservata, 1 milione di euro: per librerie avviate dopo il 30 dicembre 2023 in piccoli comuni (quelli indicati dall’articolo 1, comma 2, della legge 158/2017) dove non esiste un altro punto di rivendita di libri. Qui l’attività libraria può anche non essere prevalente, purché rappresenti almeno il 30% del fatturato, da asseverare con un professionista abilitato.
- Quota generale, 3 milioni di euro: per librerie con codice ATECO primario 47.61 (commercio al dettaglio di libri) o 47.79.1 (libri usati), avviate dopo il 30 giugno 2024 oppure ancora da avviare. In quest’ultimo caso la SCIA va presentata entro 180 giorni dall’esito dell’istruttoria.
Quanto si ottiene e per quali spese
Il contributo a fondo perduto copre fino a un massimo di 24.000 euro, più un’ulteriore quota fino a 1.000 euro per spese documentate di formazione o tutoraggio. Sono ammissibili le spese per:
- restauro e adeguamento dei locali destinati alla rivendita;
- acquisto e allestimento delle scaffalature;
- impianti di sicurezza (antincendio, sorveglianza, antitaccheggio);
- rete informatica e digitalizzazione dell’attività;
- oneri amministrativi (escluse tasse, imposte e contributi di legge);
- corsi di formazione e attività di tutoraggio erogati da operatori specializzati o associazioni di settore.
La leva delle aree fragili
Sulla quota generale da 3 milioni il bando dà priorità alle librerie localizzate in aree interne o svantaggiate, qualificate come periferiche e ultraperiferiche nella Strategia Nazionale Aree Interne, nelle aree periferiche dei comuni capoluogo di città metropolitana, e nei territori privi di librerie o di biblioteche statali aperte al pubblico.
Negli altri territori, la priorità va alle librerie indipendenti rispetto a quelle affiliate.
È un segnale chiaro: una libreria, in un paese senza presidi culturali, non è solo un negozio, è un servizio che tiene insieme una comunità.
Come e quando si presenta la domanda
La domanda si presenta esclusivamente via PEC all’indirizzo dg-bic.nuovelibrerie@pec.cultura.gov.it, firmata digitalmente, usando la modulistica ufficiale (Allegati A, B o C a seconda della quota e dello stato dell’attività).
Cuore della candidatura è il business plan, una valutazione della sostenibilità economica dell’attività in non più di dieci pagine, accompagnato da visura, partita IVA, iscrizione INPS commercianti, titolo dei locali e SCIA.
Tra gli impegni vincolanti: non cedere la titolarità del punto vendita e garantirne l’esercizio per almeno ventiquattro mesi, pena la restituzione del contributo.
Le domande sono valutate da una Commissione che verifica i requisiti e l’attendibilità del business plan; in caso di richieste superiori alle risorse, conta anche l’ordine cronologico di arrivo.
Per le attività ancora da avviare è prevista la possibilità di un’anticipazione fino al 50% dei preventivi, entro il 70% del contributo, dietro polizza fideiussoria. Un dettaglio utile a chi parte da zero e deve sostenere le prime spese.
A chi conviene e come prepararsi
Il bando conviene a chi ha un’idea concreta di libreria indipendente e rientra nel requisito anagrafico.
Con un massimale di 24.000 euro e una procedura che premia chi arriva ordinato e in tempo, la differenza la fanno tre cose: la scelta corretta della quota, un business plan credibile e una documentazione completa. Da avviare subito:
- verificare i requisiti soggettivi di accesso;
- capire in quale quota si rientra (riservata piccoli comuni o generale) e raccogliere ATECO, SCIA, titolo dei locali;
- scrivere il business plan in dieci pagine, sostenibile e coerente con le spese ammissibili;
- controllare il plafond de minimis degli ultimi tre anni prima di presentare la domanda.
Il ruolo di Civica
Civica accompagna i giovani che vogliono aprire una libreria nella verifica dei requisiti, nella scelta della quota, nella stesura del business plan e nella presentazione della domanda.
Se hai meno di trentacinque anni e un’idea di libreria, soprattutto in un territorio che oggi non ne ha, scrivici a info@civica.cc per una prima valutazione di fattibilità.



