Cos’è Resto al Sud 2.0
È una misura io Coesione” (DL 60/2024, art. 18, in vigore dall’8 maggio 2024) per favorire l’avvio di iniziative di impresa, lavoro autonomo e libera professione nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo incluso). Dotazione: 356,4 milioni di euro.
A chi si rivolge
Target principale: giovani tra 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti, che rientrano in almeno una di queste condizioni:
- inattivi, inoccupati o disoccupati;
- disoccupati nel Programma GOL;
- “working poor” (lavoratori con reddito molto basso, secondo i criteri fiscali).
Forma giuridica: puoi partire come lavoro autonomo, impresa individuale o società (anche SRL e cooperative). Nelle società, il controllo deve restare ai giovani in possesso dei requisiti.
Cosa puoi fare con Resto al Sud 2.0
Puoi avviare iniziative in quasi tutti i settori, inclusi:
- industria, artigianato e trasformazione (esclusa produzione primaria e turismo;
- commercio;
- attività libero-professionali (anche in forma societaria).
Sono escluse le attività di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura.
La misura ha tre “livelli” principali.
- Voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro in presenza di condizioni specifiche.
- Contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro.
- Contributo a fondo perduto del 70% per programmi di investimento tra 120.000 e 200.000 euro.
Il regime di aiuto è in “de minimis”, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831
Come ottenere la maggiorazione del voucher (da 40k a 50k)
La maggiorazione del voucher va richiesta esplicitamente in domanda ed è ottenibile al ricorrere di:
- Investimenti in Innovazione & Green: almeno il 20% del budget destinato a tecnologie digitali o sostenibilità.
- Consulenze ETS (min. 5.000€): Servizi forniti da enti del Terzo Settore (RUNTS) per lo sviluppo di prototipi, innovazioni di prodotto/processo o certificazioni ambientali.”
Spese ammissibili
Ammissibili, tra le altre:
- opere edili (solo per “programmi di investimento”, max 50% delle spese ammesse);
- macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi;
- software, licenze, sviluppo piattaforme digitali e app;
- immobilizzazioni immateriali (brand, marchi, portali web promozionali, competenze per prodotti/servizi ad alto contenuto tecnologico);
- consulenze.
Tipiche spese escluse (e qui cascano in tanti):
- acquisto terreni e immobili;
- consulenze legali/fiscali/tributarie;
- materie prime e semilavorati;
- personale, utenze, locazioni;
- consulenze non tecnico-specialistiche;
- leasing.
Come si presenta la domanda
Domanda solo online su Invitalia, inviata dal titolare/legale rappresentante (anche se puoi delegare la sola compilazione). Servono SPID/CNS/CIE, firma digitale e PEC. Valutazione: entro 90 giorni, ordine cronologico.
Se il progetto viene ammesso
Per i progetti ammessi è previsto un tutoring tecnico obbligatorio (4 incontri) che ti accompagna su avvio e rendicontazione.
6 consigli di Civica
- Parti dal mercato, non dall’idea.
- Budget coerente con il modello di ricavo. Devi dimostrare capacità di generare cassa. Altrimenti stai gonfiando gli investimenti.
- Preventivi e specifiche tecniche subito.
- Pianifica la liquidità. Tra documenti, tutoring e richieste di erogazione, serve una gestione ordinata dei pagamenti e delle evidenze.
- Se punti al voucher da 50k: digitalizzazione o sostenibilità sono da dimostrare attraverso voci di spesa dedicate, percentuali e requisiti.
Come può aiutarti lo staff di Civica
Sulle misure per l’autoimprenditorialità possiamo aiutarti nell’elaborazione del business plan e nel processo di costruzione della candidatura, fino al supporto nella gestione documentale quando serve.
Se vuoi, il primo passo sensato è una pre-valutazione rapida della tua idea.



